Meditazione con GIULIA FRATTINI | La Meditazione con GIULIA FRATTINI.

GIULIA FRATTINI. Consulente matrimoniale a Brindisi.

Nome: GIULIA FRATTINI. Consulente matrimoniale a Brindisi.

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Meditazione con GIULIA FRATTINI - La Meditazione

La Meditazione con GIULIA FRATTINI.

Mindfulness è un termine inglese che significa "attenzione consapevole" , ovvero la capacità di osservare, in assenza di giudizio la nostra realtà fisica e mentale, senza cadere nella tendenza, tipicamente umana, a rimuginare sulla propria sofferenza o a fuggire l'esperienza stessa.
Per meglio gestire gli eventi stressanti della nostra vita è, quindi, necessario modificare il nostro approccio verso noi stessi e verso il mondo che ci circonda. L’inizio del cambiamento passa attraverso tecniche ed esercizi finalizzati a utilizzare i cinque sensi, per modificare pensieri, parole e comportamenti e per costruire, nel tempo, una migliore gestione delle emozioni, basata sulla consapevolezza. La mindfulness è un’efficace strategia di adattamento, il cui obiettivo è quello di sviluppare una relazione amichevole con noi stessi e con gli altri.
A mano a mano che la consapevolezza aumenta, impariamo a stare nel presente, senza cercare di modificarlo, interpretarlo o giudicarlo. La pratica della mindfulness, ancorando il Sé alla nostra esperienza diretta, piuttosto che al giudizio altrui, ci permette di reagire con maggiore equilibrio ai giudizi negativi, migliorando autostima ed empowerment.

Gli esercizi e le tecniche di mindfulness rappresentano un primo passo importante verso la creazione di benessere condiviso. In particolare, ci insegnano a:
- usare mente e corpo per imparare a stare con le emozioni più difficili, intense e /o spiacevoli, senza fare nulla per trattenerle o allontanarle da noi;
- promuovere un allenamento mentale per dirigere e mantenere concentrazione, ricettività e vigilanza anche in condizioni di superlavoro e di stress;
- sviluppare l’empatia, intesa come disponibilità ad aprirsi verso l’altro, riducendo l’attitudine al giudizio e al pregiudizio;
- comprendere gli altri e i loro problemi, aumentando la capacità di stabilire e rafforzare dinamiche inter-relazionali efficaci, attraverso la presenza consapevole e l’ascolto attivo del nostro corpo e delle nostre emozioni.
Saper accogliere e guidare il cambiamento significa aprire la porta al benessere e alla serenità, nostra e altrui. Saper condividere questo cambiamento è la strada verso la felicità. Lo stress è un cambiamento, una reazione di adattamento del nostro corpo a una modifica del nostro equilibrio fisico e mentale. I meccanismi di adattamento allo stress del nostro organismo funzionano in modo identico, per qualunque tipo di stress che ci troviamo ad affrontare. Davanti ad una situazione stressante, il nostro organismo ci avverte del pericolo imminente. Come prima conseguenza, i nostri livelli di adrenalina salgono, comunicando a tutto il nostro corpo di …prepararsi alla battaglia! Dopo il primo segnale di allarme, il nostro organismo è pronto a “combattere”, e sceglierà la reazione più strettamente specifica   nei confronti del fattore scatenante. Se la strategia risulta vincente, si avvierà il processo di adattamento allo stress, che ci permetterà di raggiungere un nuovo equilibrio. Però, se lo stress aumenta e supera una determinata soglia di intensità, le riserve di energia del nostro organismo si consumeranno fino ad esaurirsi e la fase di adattamento lascerà il posto ad un profondo malessere. Oggi, al contrario, il 90% del nostro stress deriva da fattori emotivi, non fisici, e l’adrenalina rimane a lungo nel nostro organismo, rendendoci stanchi e irritabili e causando spesso danni psicologici e fisiologici a lungo termine. E’ questa la ragione per cui alcuni di noi, hanno difficoltà a rimanere seduti, immobili, per periodi di tempo anche brevi. Il rilassamento, invece, di essere vissuto come un’esperienza piacevole, viene in questi casi interpretato dal corpo, come un segnale minaccioso; inconsciamente, si ritiene che rilassarsi provochi una diminuzione delle nostre difese e ci renda vulnerabili. Molte persone ritengono di non poter vivere senza quella continua sensazione di agitazione interiore e di insoddisfazione latente provocata da ansia e stress. Dunque non c’è davvero speranza per noi uomini del XXI secolo, aggrediti ogni giorno da ansie, preoccupazioni, malattie e paure? Se ci fermiamo per un attimo, vedremo che abbiamo dentro di noi tutti gli strumenti necessari per riprendere il controllo della nostra vita e delle nostre emozioni. Se ci fermiamo, vedremo che la serenità e la salute, fisica e mentale, sono a portata di mano, dentro ognuno di noi. Se chiudiamo gli occhi e lasciamo scorrere il respiro, come l’acqua di un torrente nel bosco, allora troveremo in noi lo spazio per riposare, crescere, guarire. Se prestiamo attenzione al respiro, vedremo che spesso ci dimentichiamo di respirare; respiriamo molto superficialmente. Questo tipo di respirazione superficiale non permette al diaframma di espandersi completamente. Quando iniziamo a respirare più lentamente, invece, vengono coinvolti non solo i muscoli del petto, ma anche l’addome, la parte inferiore della cassa toracica e l’intera schiena. Questo tipo di respirazione profonda attiva il nostro sistema nervoso parasimapatico e dà inizio all’esperienza del rilassamento. Per avere e mantenere una buona salute, occorre dunque imparare a respirare. Impariamo prima di tutto a osservare il nostro respiro; dedichiamo, dunque, una giornata a capire come le nostre attività, sensazioni ed emozioni influenzino la qualità, la profondità e la durata del nostro ritmo respiratorio. Ci accorgeremo, allora, che alcuni di noi inconsapevolmente trattengono l’aria nei polmoni. Prestare attenzione al nostro respiro significa, quindi osservare anche le nostre emozioni e il nostro corpo; significa imparare a riconoscere le tensioni che ci bloccano, le situazioni e le emozioni che a tratti ci paralizzano; significa permettere alla nostra mente e al nostro cervello di trovare nuove strade e nuove più sane abitudini. Permettere al nostro corpo di respirare liberamente significa permettere al nostro cuore di aprirsi senza paura alle emozioni positive e negative, che la vita ci regala. La pratica della meditazione è la chiave che ci viene offerta per uscire da tutte quelle situazioni di sofferenza. Attraverso la meditazione siamo in grado di fare un passo indietro, di uscire di scena, di diventare osservatori e non più attori. Concentrando l’attenzione sul nostro respiro, apriamo spazi di calma e serenità nella nostra mente, ritroviamo il passo naturale della vita, impariamo a focalizzarci sul momento che stiamo vivendo, attimo dopo attimo, senza sforzo e senza dolore.
Benefici della Meditazione.
La pratica della meditazione è la chiave che ci viene offerta per uscire da tutte quelle situazioni di sofferenza. Attraverso la meditazione siamo in grado di fare un passo indietro, di uscire di scena, di diventare osservatori e non più attori. Concentrando l’attenzione sul nostro respiro, apriamo spazi di calma e serenità nella nostra mente, ritroviamo il passo naturale della vita, impariamo a focalizzarci sul momento che stiamo vivendo, attimo dopo attimo, senza sforzo e senza dolore. E’ ormai scientificamente provato che le pratiche meditative identificate con il termine mindfulness determinano una serie di modificazioni a livello mentale e fisiologico che contribuiscono al benessere emotivo e corporeo, diminuendo stress e ansia e aumentando la tolleranza al dolore. Alcuni studi americani hanno dimostrato che durante la meditazione:
• La melatonina e la serotonina, gli “ormoni del benessere”, aumentano, mentre il cortisolo “l’ormone dello stress” diminuisce;
• Chi pratica la meditazione registra un netto miglioramento dei problemi di insonnia;
• La meditazione porta ad una riduzione dei problemi cardiaci e all’attenuazione o scomparsa dell’ipertensione;
• Meditare contribuisce a ridurre decisamente la paura e l’ansia.
La meditazione non è un’azione da compiere,  è piuttosto uno stato dell’essere, una condizione in cui ci si ritrova: non si può fare meditazione; si può essere in uno stato meditativo e  lasciare che la meditazione accada da sé. Le tecniche di meditazione non sono la meditazione; esse contribuiscono a creare lo spazio necessario, lo stato di attesa gioiosa e ricettiva che la rende possibile. Non è possibile insegnare a qualcuno come meditare. La meditazione è totale assenza di sforzo. E’ necessario favorire il “fiorire” della meditazione. Per riscoprire la nostra vera natura , nello stato meditativo si prova uno stato di pienezza e di unione con tutto ciò che vive, se si entra in contatto con un fiore si gioisce della sua bellezza , con il mare e si percepisce la sua forza, un albero o una montagna e se ne coglie la grandezza.  Meditare è entrare profondamente dentro se stessi e liberarsi dai sensi di colpa; è accettare tutto di sé : gli aspetti ritenuti positivi e luminosi e quelli che la mente giudica negativi e inaccettabili. Anche questi lati che appartengono alla “parte oscura” devono essere accettati e amati perché costituiscono un enorme potenziale che può essere attivato solo attraverso l’accettazione e l’amore. Così chi si avvicina alla Meditazione deve imparare ad amare se stesso .  Tre sono gli elementi essenziali per avvicinarsi alla meditazione: rilassamento, osservazione e assenza di giudizio.
Cosa succede nel nostro cervello quando meditiamo Il nostro cervello è un organo elettrochimico. L’attività elettrica prodotta dal cervello si evidenzia sotto forma di onde cerebrali. Oltre alle Delta, tipiche della fase di sonno, vi sono altre tre principali categorie di onde.
• Onde Beta 13-30 cicli/sec. Queste onde corrispondono allo stato di veglia, al pensiero logico, alla conversazione attiva.
• Onde Alfa 8- 12 cicli /sec. Le onde Alfa corrispondono ai momenti di rilassamento e si evidenziano durante la meditazione.
• Onde Theta 4 –7 /sec. Le onde Theta corrispondono ai momenti di rilassamento e meditazione profonda.
Quando si medita si registra una modificazione delle onde cerebrali che passano dallo stadio Beta a quello Alfa. E’ interessante notare che non serve essere esperti meditatori per raggiungere questo risultato. Dalle ricerche emerge che il cambiamento di onda avviene anche nei principianti, dimostrando chiaramente che durante la meditazione, la corteccia cerebrale, non elabora le informazioni con lo stesso livello di attività utilizzato in fase reattiva. Utilizzando tecniche di imaging a risonanza magnetica (MRI) si è potuto vedere che dopo i primi 20 minuti di meditazione il cervello si acquieta; le onde Beta, evidenziate da colori brillanti, diminuiscono notevolmente, lasciando il campo ai rilassanti toni del blu delle onde Alfa…Cervello e mente rallentano la loro attività, ritrovando nuove energie e nuovi equilibri e attivando la risposta di autoguarigione all’interno del nostro organismo.

consulente matrimoniale Giulia Frattini - Informazioni - Appuntamenti

GIULIA FRATTINI. Consulente matrimoniale a Brindisi.

Consulente matrimoniale per coppie in crisi che vogliono ritrovare l'equilibrio e ricostruire una relazione valida.
- Mediazione familiare per coppie in conflitto che hanno deciso di separarsi o che hanno chiesto il divorzio;
- Lavoro di Mindfulness e meditazione per vincere lo stress e ritrovare la calma;
- Counseling individuale per disagio esistenziale dovuto a relazioni interpersonali difficili, a difficoltà di gestire le emozioni, a scelte decisionali importanti.

-Il Mediatore per aiutare la coppia in fase di separazione o divorzio

La tua coppia vive un momento difficile? Rivolgiti a un Mediatore Familiare. Ti aiuterà a raggiungere un accordo in modo equilibrato e tranquillo.
La Mediazione Familiare , come indica il termine “Mediare” è quel processo che un professionista , in qualità di terzo neutrale pone in essere per permettere alle parti in conflitto tra loro di riprendere un dialogo e di riappropriarsi della propria capacità decisionale , eliminando o riducendo gli effetti non voluti del conflitto stesso. Si tratta di un processo mirato a far evolvere dinamicamente una situazione di conflitto , aprendo canali di comunicazione che si erano bloccati (Castelli 2003). Il percorso di mediazione si presta particolarmente ad aiutare la coppia che è chiamata a dover decidere dei futuri assetti personali, patrimoniali , ma anche dell’organizzazione e della gestione della vita dei figli, proprio quando emozioni, tensioni, ansie possono creare difficoltà relazionali o comunque difficoltà di comunicazione se non aperto conflitto. E’ stato opportunamente scelto il criterio della facoltà di accesso alla mediazione come via da seguire , solo se le parti liberamente decidano di tentarla e, quindi , non è stata indicata come obbligatoria( Martello 2006) . La Mediazione è una via per affrontare e risolvere seriamente i problemi. Il risultato del lavoro di negoziazione su queste aree si traduce poi negli specifici contenuti dell’accordo di separazione. L’accordo conterrà in concreto ad esempio , come vivere la bigenitorialità e quali modalità adottare per l’affido condiviso dei figli, che significa come i genitori stabiliscono di condividere la gestione dell’educazione e della vita dei figli . Così il diritto dei figli ad avere un rapporto con entrambi i genitori sarà regolamentato caso per caso, stabilendo una adeguata modulazione dei ritmi di frequentazione con ciascun genitore, proprio in base alla maturità dei genitori e alle esigenze dei figli .

-Il Mediatore per aiutare la coppia che si separa

Il Mediatore che sostiene il confronto su alcuni aspetti dell’area coniugale , aiuta la coppia ad operare quei riconoscimenti , ad esprimere quelle emozioni che permettono di liberare energie più autenticamente in grado di formulare un accordo, che sia il risultato più di un reciproco riconoscimento che di un compromesso e che, quindi, permetta alle parti di riprendersi una rinnovata capacità di esprimere la loro creatività e progettualità. La capacità negoziale esprime, infatti , la sua qualità significativa quando riesce a rispondere ai bisogni emotivi e alle esigenze complessive attuali , ma anche a rappresentarsi e, quindi ,rispondere alle esigenze future personali e dei figli. In questo senso , infatti, è importante non lasciarsi prendere dalla necessità di realizzare l’obiettivo pragmatico dell’accordo in modo da mantenersi appunto su un piano di eccessiva formalità o pragmaticità proprio per dare ai contenuti dell’accordo stesso , l’essenza e la qualità di un confronto sulle linee di educazione dei figli sulle idee in ordine ai bisogni, in uno scambio che dia un senso partecipato a regole che altrimenti risultano formali e standardizzate e quindi di difficile realizzazione. In sostanza attraverso il processo negoziale , non si arriva soltanto alla formulazione di un accordo, ma alla rinegoziazione della nuova possibile espressione comune, attraverso la quale gli ex partner modificano e definiscono la dimensione del “noi” che sopravvive alla separazione attraverso la contemporanea definizione delle due individualità. Rispondendo alle esigenze organizzative e di stabilità dei figli, si stabilisce un calendario preciso dei periodi o dei giorni in cui i figli che vivono con un genitore, debbano permanere presso l’altro genitore, ovvero quale genitore si fa carico di alcuni aspetti della gestione ordinaria e straordinaria della vita dei figli (chi si occupa della scuola, chi degli sport, ecc).

-Il Mediatore per aiutare la coppia

La peculiarità del modello ASPIC, che io applico nella Mediazione Familiare, consiste nell’avere un approccio Pluralistico Integrato, applicando metodiche e tecniche di diverso orientamento teorico, inoltre riunisce nella figura del mediatore anche le competenze e le abilità del Counseling umanistico esistenziale. L’integrazione riguarda non soltanto le teorie delle varie scuole, applicabili alla mediazione familiare, ma anche quei contenuti degli altri modelli ritenuti efficaci. In secondo luogo si muove nell’ottica di lavorare sul processo del conflitto più che sui contenuti del contendere. Il carattere distintivo del modello e il tipo di formazione del Mediatore , che oltre alla conoscenza delle tecniche relazionali, si estende anche alla conoscenza del diritto di famiglia e di tutela dei minori. Inoltre è obbligatoria la Supervisione ed è prevista la formazione permanente . La crisi non è intesa in senso patologico , ma secondo il significato della parola “crino” che vuol dire “scelta”; Le coppie si scelgono collusivamente ; Le coppie in crisi presentano modelli di interazione disfunzionali; Ogni coppia presenta un tema relazionale conflittuale centrale; La rabbia sottende sempre un dolore; Quanto è più forte la rabbia che emerge tanto più forte è il dolore sottostante; Non c’è un numero precostituito di sedute; Si affrontano le problematiche così come le presenta la coppia; Si trae vantaggio solo da accordi presi con intima convinzione , piuttosto che da una cooperazione solo formale. La funzione del mediatore in questa fase, che nell’applicazione alla mediazione familiare del ciclo di contatto della gestalt, appartiene a quella del contatto pieno, è di guida al perseguimento degli accordi, di garanzia sulla correttezza del percorso di mediazione, ma anche di partecipazione attiva alla negoziazione. Il mediatore favorisce il clima interattivo tra le parti per creare un autentico spazio negoziale e la sua partecipazione empatica al chiarimento della posizione dell’una o dell’altra parte, senza abbandonare la propria neutralità; consiste nel comprendere e nel tradurre affermazioni confuse o poco chiare, cosa che aumenta la possibilità di scambio tra le parti ed amplia i contenuti dell’accordo, oltre che allentando gli atteggiamenti difensivi; consente di essere maggiormente fiduciosi e attivi nel portare avanti la negoziazione. Le aree che formano oggetto della negoziazione sono diverse, ma sostanzialmente riferite all’area genitoriale, ad alcuni aspetti del rapporto di coppia e all’area patrimoniale. Il Mediatore Familiare che sostiene il confronto su alcuni aspetti dell’area coniugale, aiuta la coppia ad operare quei riconoscimenti, ad esprimere quelle emozioni che permettono di liberare energie più autenticamente in grado di formulare un accordo, che sia il risultato più di un reciproco riconoscimento che di un compromesso e che, quindi, permetta alle parti di riprendersi una rinnovata capacità di esprimere la loro creatività e progettualità. La capacità negoziale esprime, infatti, la sua qualità significativa quando riesce a rispondere ai bisogni emotivi e alle esigenze complessive attuali, ma anche a rappresentarsi e, quindi, rispondere alle esigenze future personali e dei figli. In questo senso, infatti, è importante non lasciarsi prendere dalla necessità di realizzare l’obiettivo pragmatico dell’accordo in modo da mantenersi appunto su un piano di eccessiva formalità o pragmaticità proprio per dare ai contenuti dell’accordo stesso, l’essenza e la qualità di un confronto sulle linee di educazione dei figli sulle idee in ordine ai bisogni, in uno scambio che dia un senso partecipato a regole che altrimenti risultano formali e standardizzate e quindi di difficile realizzazione. In sostanza attraverso il processo negoziale, non si arriva soltanto alla formulazione di un accordo, ma alla rinegoziazione della nuova possibile espressione comune, attraverso la quale gli ex partner modificano e definiscono la dimensione del “noi” che sopravvive alla separazione attraverso la contemporanea definizione delle due individualità

-Il Mediatore per aiutare la coppia in crisi

Rispondendo alle esigenze organizzative e di stabilità dei figli, si stabilisce cioè un calendario preciso dei periodi o dei giorni in cui i figli che vivono con un genitore, debbano permanere presso l’altro genitore, ovvero quale genitore si fa carico di alcuni aspetti della gestione ordinaria e straordinaria della vita dei figli (chi si occupa della scuola, chi degli sport, ecc.). Inoltre, è obbligatoria la supervisione ed è prevista la formazione permanente. - La crisi non è intesa in senso patologico, ma secondo il significato etimologico della parola “crino” che vuol dire “scelta”; - Le coppie si scelgono collusivamente; - Le coppie in crisi presentano modelli di interazione disfunzionali; - Ogni coppia presenta un tema relazionale conflittuale centrale ; - La rabbia sottende sempre un dolore; - Quanto è più forte la rabbia che emerge tanto più forte è il dolore sottostante; - Non c’è un numero precostituito di sedute; - Si affrontano le problematiche così come le presenta la coppia; - Si trae vantaggio solo da accordi presi con intima convinzione, piuttosto che da una cooperazione solo formale. La funzione del Mediatore in questa fase , che nell’applicazione alla mediazione familiare del ciclo di contatto della gestalt, appartiene a quella del contatto pieno, è di guida al perseguimento degli accordi , di garanzia sulla correttezza del percorso di mediazione, ma anche di partecipazione attiva alla negoziazione. Il mediatore favorisce il clima interattivo tra le parti per creare un autentico spazio negoziale e la sua partecipazione empatica al chiarimento della posizione dell’una o dell’altra parte, senza abbandonare la propria neutralità; consiste nel comprendere e nel tradurre affermazioni confuse o poco chiare, cosa che aumenta la possibilità di scambio tra le parti ed amplia i contenuti dell’accordo, oltre che allentando gli atteggiamenti difensivi; consente di essere maggiormente fiduciosi e attivi nel portare avanti la negoziazione. Le aree che formano oggetto della negoziazione sono diverse, ma sostanzialmente riferite all’area genitoriale , ad alcuni aspetti del rapporto di coppia e all’area patrimoniale. La Mediazione rende possibile la sfida di trasformare il dolore del conflitto in opportunità per migliorare la qualità della propria a altrui esistenza, avviando una vita di relazione con l’altro in cui l’io e il tu attuano un felice scambio sulla diversità.. Il mediatore cerca di “movimentare “ le menti, perché qualcosa nei comportamenti ripetitivi dei contendenti, si sblocchi verso un comportamento collaborativo. La Mediazione familiare si caratterizza per essere un percorso volontario e un percorso autonomo (rispetto all’iter giudiziario anche se l’accordo dovrà passare all’omologa del tribunale) inoltre il Mediatore è in posizione di terzietà e di rigorosa imparzialità e segretezza rispetto alle parti .

-Il Mediatore per aiutare la coppia in crisi

Obiettivi del processo di mediazione sono:
• Curare tutti gli aspetti della separazione / divorzio, sia quello psicologico che quello legale, ponendo una particolare attenzione al conflitto e alle emozioni;
• Individuare gli stili d’interazione;
• Individuare la collusione di coppia;
• Far giungere la coppia alla consapevolezza dei propri modelli disfunzionali;
• Modificare gli stili disfunzionali;
• Ristrutturare la comunicazione;
• Addestrare la coppia all’empatia;
• Giungere alla cooperazione convinta;
• Addestrare la coppia alla complicità ed alla progettualità;
• Definire un accordo.
Fasi del processo di mediazione
1. Una fase di pre-contatto: NON CI AMIAMO PIU’ (Cosa ci sta accadendo?);7
2. Una fase di avvio contatto: SEPARARSI INSIEME (Perché ci siamo scelti?);
3. Una fase di contatto pieno: NON PIU’ COPPIA MA GENITORI (C’eravamo tanto amati); 4. Una fase di post contatto: UNA NUOVA PROGETTUALITA’ (La relazione è cambiata).
Al termine delle fasi c’è una verifica sul mantenimento dei risultati raggiunti denominata
follow - up. Il modello Pluralistico Integrato, per realizzare l’obiettivo di massimizzare l’efficacia dell’intervento di mediazione, tiene conto sia dei fattori comuni transteorici, sia dell’integrazione di tutti gli orientamenti che si ritengono utili da applicare nel caso concreto.


-Esperto tecniche Counseling di Coppia.
CONSULENZA DI COPPIA PER MIGLIORARE LA RELAZIONE

Gli obiettivi della consulenza di coppia sono di favorire dialoghi in cui i due partners possano esprimere le loro emozioni e il loro bisogno di attaccamento, possano evidenziare il reciproco bisogno di riconoscimento emotivo: focalizzarsi sulla presenza emotiva di ognuno; comprendere la realtà emotiva sottesa ai conflitti; cogliere i sentimenti feriti dietro tanta rabbia e aggressività; creare situazioni di contatto che possano essere antidoto ai cicli negativi e all'insicurezza; rinforzare l'intimità, l'impegno e la passione; valorizzare il bisogno di appartenenza e il desiderio di esplorazione; promuovere circuiti relazionali positivi autorinforzanti e consolidare nuovi modi di essere caratterizzati da responsabilità e disponibilità; creare momenti di interazione significativi di pieno coinvolgimento emotivo. Intraprendere un percorso esperienziale di tale genere ha una potenzialità elevata che conduce al potenziamento di un clima di serenità e di pieno coinvolgimento poiché concorre alla realizzazione del NOI, poiché l'amore ha tre protagonisti: l'io, il tu e il NOI, ossia la relazione. Il processo di Counseling che io propongo alle coppie , viene strutturato secondo l'approccio pluralistico INTEGRATO, in cui entrambi i partner vanno ad esplorare le proprie emozioni in corrispondenza dei vissuti emotivi esplicitati dal partner , per comprendere meglio l'altro in modo empatico e agire in direzione del cambiamento. Questo avviene in tutte le sedute del percorso di coppia, nel pieno rispetto di ciascun partner e delle sue esperienze. Anche quando la Consulenza avviene con un unico partner , il lavoro viene svolto con strumenti adeguati come il test di Sterberg, lo strategogramma, il genogramma, il lavoro con la metafora, e prevalentemente con tecniche gestaltiche, per favorire un contatto con le emozioni ed elaborarle.

-Counseling per relazioni di coppie

Tutto il percorso (circa 12/15 incontri)viene svolto secondo il ciclo di contatto gestaltico quindi ha carattere prevalentemente esperienziale e porta la coppia ad una crescita sul piano psicologico ed ad un potenziamento della consapevolezza di sé. Per il potenziamento del dialogo e il miglioramento dell'intimità ,ossia della presenza empatica di uno all'altro , in direzione della valorizzazione del partner, si lavora per apprendere nuove modalità di comunicazione assertiva , per acquisire anche capacità di negoziazione , ossia si applica il "metodo senza perdenti" di Gordon, laddove possano presentarsi conflitti e, in tale approccio , ciascun partner può imparare a mediare e cercare di avvicinarsi all'altro ,attraverso la scelta di un dialogo aperto ed efficace per l'uno e per l'altro.

Galleria foto; consulente matrimoniale Giulia Frattini
consulente matrimoniale Giulia Frattini Meditazione con GIULIA FRATTINI

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