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La medicina moderna presta
purtroppo il fianco ad una serie di contenziosi che
oppongono sia in sede penale che in sede civile
pazienti delusi dai risultati conseguiti per terapie
mediche e chirurgiche e, conseguentemente, medici o
strutture sanitarie non considerate all'altezza del
compito assunto, ma non sempre colpevoli delle
presunte manchevolezze.
La branca specialistica della oftalmologia
particolarmente gravida di questioni giuridiche che
interessano la responsabilit professionale in
terreni quali i risultati di un atto di chirurgia
refrattiva (chirurgia dei difetti visivi), della
chirurgia della cataratta, della retina, dello
strabismo e cos via.
Da questa semplice constatazione nasce l'idea di
costituire una quipe di medici oculisti,
specialmente esperti in tema di responsabilit
professionale e di ogni aspetto medico-legale
dell'argomento (invalidit, requisiti psicofisici
per il conseguimento di brevetti, patenti, in tema
di sanit militare, di infortuni sul lavoro, di
malattie professionali ecc.).
Lquipe, composta oltre che da oculisti, anche da
avvocati esperti in diritto penale e civile, da
medici-legali, da medici militari e da medici del
lavoro, sono a disposizione di chi avesse interesse
ad una consultazione collegiale per conoscere se
convenga o meno intentare una azione legale spesso
madida di spese e di scarse soddisfazioni.
Il gruppo si rivolge sia ai cittadini che ai medici
oculisti. Intende esclusivamente dare consulenza
sulla opportunit o meno di aprire o subire un
contenzioso, al fine di evitare, per quanto
possibile, inutili lungaggini giudiziarie. E anche
pronto a fornire, a richiesta, elementi per una
composizione arbitrale delle vertenze che possano
eventualmente sorgere oppure, estrema ratio, ad
assumere una consulenza tecnica di parte.
Per quanto sopra, possibile contattarci
all'indirizzo email tuccistudio@tiscali.it cui
scrivere i propri quesiti.
Gli addetti provvederanno a prendere gli
appuntamenti necessari al caso per fornire una
dettagliata consulenza. I costi non superano quelli
delle normali prestazioni professionali.
Il gruppo opera a Roma, ma ha esperti dislocati in
tutto il Paese, per cui possibile rivolgersi ad
esso anche per questioni che riguardano vertenze
fuori zona.
Il sito riporter periodicamente articoli
esemplificativi circa casi pratici effettivamente
accaduti e principi giuridici che interessano il
settore.
PREVENZIONE DEL GLAUCOMA
La organizzazione di una iniziativa di prevenzione
personale rivolta al glaucoma, malattia sociale di
grosso rilievo, merita una particolare attenzione,
stante la generica asintomaticit della forma
cronica che costituisce la stragrande maggioranza
statistica nella incidenza della malattia.
Non possibile impedire l'avvento della malattia
glaucomatosa. E invece percorribile con successo la
via di limitare fortemente i danni, peraltro
irreversibili, da essa prodotti sulla funzione
visiva attraverso la diagnosi precoce o addirittura
valutando il rischio di malattia in periodo di
assoluto benessere.
E riconosciuta scientificamente la scarsa efficacia
diagnostica / preventiva di un semplice esame
tonometrico (misurazione della pressione endoculare)
essendo ben nota la presenza di glaucomi a bassa
tensione. La triade sintomatologica su cui si basa
la diagnosi conclamata di glaucoma consta di tre
elementi:
a) la pressione endoculare;
b) l'aspetto oftalmoscopico della papilla ottica;
c) l'esame del Campo Visivo.
E dalla combinazione di queste tre indagini che si
giunge alla diagnosi di glaucoma prodromico o in
atto. E comunque possibile valutare clinicamente i
cosiddetti fattori di rischio capaci di svelare
una specifica predisposizione.
Per la sua organizzazione occorre quindi indagare
su:
1) Esame della PO di base;
2) Esame oftalmoscopico della papilla ottica;
3) Esame gonioscopico diretto del trabecolato
sclero-corneale (zona di deflusso dell'umore
acqueo), la cui osservazione diretta permette di
valutare la normalit o meno delle vie di deflusso
dell'umore acqueo, il cui ostacolo provoca
l'ipertensione
4) Prove da stimolo.
5) Esame del Campo visivo.
I soggetti che appaiono normali a questi tests hanno
il 99% di probabilit non solo di non essere
glaucomatosi, ma di non essere neppure predisposti
alla malattia.
LA VISTA DELL'ANZIANO
Diciamo tutti, e spesso, che vorremmo vivere a
lungo, purch in buona salute. L'et porta per ad
un decadimento dell'individuo in tutte le sue
funzioni primarie e non sono molti i nonni che hanno
ancora una mente lucida, una memoria recente,
articolazioni elastiche, orecchio pronto e vista
efficiente.
La moderna geriatria, con l'ausilio dei diversi
specialisti di settore sta affrontando con seriet i
molti problemi che l'et pone e che mirerebbero
almeno ad elevare la qualit della vita. L'occhio
subisce dall'et diverse involuzioni.
A partire da un fenomeno fisiologico quale la
presbiopia - che dai 45 anni in poi rende sempre pi
difficile la lettura ci sono alcune malattie che
sono appannaggio prevalente dell'et anche se
possono manifestarsi assai pi raramente per in
epoche precoci.
La cataratta, ad esempio , nella sua forma
idiopatica (ci non attribuibile a fattori noti
(quali diabete, traumi ecc.) una patologia
prevalentemente senile. Il glaucoma segue pi o meno
la stessa linea di comportamento.
C un'altra malattia che porta nel suo nome il
riferimento alla anzianit del soggetto che ne
affetto: la cosiddetta degenerazione maculare
legata all'et, nome scientifico recente di una
affezione precedentemente nota come degenerazione
maculare senile che poi, se vogliamo, la stessa
cosa.
E una forma degenerativa della retina centrale
(macula) che induce una drammatica riduzione della
funzione visiva.
Con lo studio statistico noi possiamo risalire ai
cosiddetti fattori di rischio e quindi alle
ipotetiche cause, spesso ricavandone indirizzi
terapeutici preventivi validi che, se non totalmente
risolutori, arrestano o rallentano almeno la
progressione della malattia.
Mentre non dimostrato (almeno sinora) un
collegamento stretto tra alimentazione e cataratta
e, meno che meno, con il glaucoma, l'affezione che
pare possa subire una benefica influenza dalla
alimentazione appunto la degenerazione maculare.
Parlando di cataratta ho messo tra parentesi le
parole almeno sinora perch opinione diffusa che
una malattia degenerativa come la cataratta possa
essere influenzata da tanti fattori tra i quali la
presenza di radicali liberi strettamente legata alla
carenza di sostanze antiossidanti, da cui il legame
con il loro apporto esterno, quindi con
l'alimentazione. Cosa invece molto pi evidente
nella degenerazione maculare.
Studi compiuti su popolazioni molto numerose e per
lunghi anni hanno dimostrato alcuni punti fermi che
vale qui riportare non senza aver ricordato che i
principi della statistica studiano le cosiddette
prevalenze e che quindi se affermiamo che il
carcinoma del polmone la malattia dei fumatori non
significa che tutti i fumatori siano destinati ad
avere tale malattia, ma soltanto che il numero dei
fumatori tra i portatori del tumore
significativamente superiore a quello dei non
fumatori.
Tornando al discorso che ci interessa sono
certamente fattori di rischio per la degenerazione
maculare: l'et (oltre i 75 anni il 35% della
popolazione soffre almeno di una fase iniziale della
malattia), la predisposizione genetica, il fumo,
l'esposizione ai raggi solari, specie nella frazione
del colore blu, le iridi chiare, l'ipermetropia,
l'alimentazione povera di vitamine antiossidanti.
A proposito dell'et sono stati condotti numerosi
studi per valutare la prevalenza della degenerazione
maculare ed in Italia la percentuale dei malati
appare certamente pi bassa.
Gli Autori delle ricerche avrebbero individuato come
fattore protettivo proprio l'alimentazione degli
Italiani che nettamente differente da quella degli
altri popoli europei e del mondo.
L'ipotesi patogenetica si orienterebbe verso il
cosiddetto stress ossidativo dei tessuti retinici,
che porterebbe alla formazione di radicali liberi e
allalta presenza di acidi grassi poliinsaturi nel
sangue: ne consegue che una alimentazione in cui
siano presenti grassi di questo genere costituisce
altro fattore di rischio. Non sembra invece esserci
collegamento alcuno con un moderato consumo di
alcool. Si pi affermare che tutte le limitazioni
alimentari solitamente imposte per le malattie
cardiovascolari (ipertensione, arteriosclerosi,
ipercolesterolemia) siano da estendere anche a chi
affetto da degenerazione maculare.
Le sostanze antiossidanti, introdotte o con una
terapia integrativa o con una corretta
alimentazione, l dove per corretta intendiamo una
alimentazione ricca di frutta, verdura e pesce,
ridurrebbero, almeno in parte i danni prodotti da
questo processo. E ovvio che tali sostanze
antiossidanti (vitamina C, E, luteina e carotenoidi
in genere, zinco) facciano parte dei farmaci
prodotti per la terapia della malattia, ma c chi
sostiene che le manipolazioni dell'industria possano
far cadere quel quid di naturale che invece contiene
il prodotto fresco.
Basti pensare a due dati fondamentali:
a) gli spinaci sono ricchi di sostanze
antiossidanti, ma , una volta colti, basta la loro
esposizione al sole per 30 minuti per veder ridurre
questa dotazione naturale di almeno il 50%.
b) Uno studio pubblicato su una prestigiosa rivista
di oftalmologia e condotto in tandem tra
l'Universit La Sapienza di Roma ed il Moorsfields
di Londra ha considerato la prevalenza della
malattia in tre piccole cittadine: una della Lucania,
ad economia quasi totalmente agricola, in cui il pi
vicino supermercato era distante alcune decine di
chilometri, una dell'Inghilterra ed una terza
dell'estremo nord Europa (fornite di supermercati).
Orbene la prevalenza della malattia era di gran
lunga inferiore nella cittadina Lucana e la
spiegazione addotta dai ricercatori stata che gli
abitanti erano abituati pi degli altri a nutrirsi
di cibi da loro stessi prodotti e per lo pi
freschi.
E quindi dimostrata l'importanza non solo degli
alimenti, ma anche di come sono prodotti,
trasportati, conservati e manipolati.
Quale conclusione trarre da questa chiacchierata ?
E fondamentale nella vita di un individuo la
corretta alimentazione perch l'et porti i suoi
acciacchi pi tardi possibile.
In questo senso dimostrata la netta superiorit
della dieta mediterranea pi povera di proteine e
pi ricca di prodotti vegetali. Dieta a parte,
recentemente, il trattamento medico-specialistico
nei confronti della malattia ha fatto notevoli passi
avanti ed possibile una terapia efficace.
L'importante rivolgersi a specialisti qualificati
ed esperti in prevenzione.
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